lunedì 30 giugno 2014

Giugno in fiera a Lamezia!

È stato un giugno in fiera per Lamezia. Un modo per anticipare ed accogliere al meglio l’estate. Sono appena passate le due fiere che caratterizzano “il nostro mese di festa”, quella di Sant’Antonio e quella dei SS. Pietro e Paolo. Anche se a mio avviso la prima ancor più della seconda è quella più attesa. Ma faccio un passo indietro, in quello che può essere considerato da parte mia, nel mio piccolo, una sorta di "tour fotografico" di queste fiere più che una loro descrizione meccanica ed anche un po' fredda. Sperando di far sentire e trasparire quella emozione, quello che sento io durante queste feste.
È il 31 maggio quando ha inizio la “Tredicina”. Si tratta di una delle devozioni caratteristiche al Santo di Padova alla cui festa ci si prepara per ben tredici giorni. La devozione ha origine dalla convinzione popolare che il Santo conceda ogni giorno ai suoi devoti ben tredici grazie e anche dal fatto che la sua festa ricorre proprio il 13 del mese, anniversario della sua morte avvenuta il 13 giugno 1231. In città vi sono quasi ovunque manifesti con tutto il programma dedicato a questi giorni, compresi i vari orari delle messe e dei canti solenni in onore del Santo e che prendono l’intera giornata così che tutti possano parteciparvi. La sera i balconi di molti palazzi sono illuminati dal quadretto di Sant’Antonio, un quadretto in legno con l’effige del Santo e 13 lampadine a raffigurare le tredici stelle.

Foto di Dattilo Valentina
Ho la fortuna di abitare vicino al santuario di Sant’Antonio, ci arrivo a piedi salendo delle scale un po’ ripide e che a detta di alcuni “lì ci sono da sempre”. 

Foto di Dattilo Valentina
Quando arrivo in cima la piazza è già gremita. Sento:” Tredici stelle formano una corona Antonio è patrono di questa città…”. È il Suo canto. La Tredicina è un vero evento qui e in quei giorni è persino difficile riuscire a trovare posto all’interno del santuario che non è molto grande ma raccolto ed accogliente. Anche per questo al suo esterno vengono messe file di sedie, in modo da poter far sedere chi rimane fuori consentendogli di seguire la tredicina, oltre ad una statua più piccola del Santo.

Foto di Dattilo Valentina

Foto di Dattilo Valentina
Al suo interno c’è la bellissima statua di Sant’Antonio, circondata dalle sue tredici stelle, illuminato a festa e con i gigli simbolo di castità, purezza e virtù. Molti devoti si avvicinano per contemplarla, pregarvi davanti, fare un’offerta e persino fotografarla, tanto è bella. “Guardatelo quanto è bello S.Antonio in maestà, con le sue maggiori stelle, tutto pieno di bontà”.

Foto di Dattilo Valentina
Finita la messa serale è quasi buio ed ecco che finalmente le luci tutte intorno si accendono, dall’alto del santuario la vista è suggestiva.

Foto di Dattilo Valentina
Le vie principali sono tutte decorate a festa con le tipiche illuminazioni. Sono coloratissime ed il colpo d’occhio le rende spettacolari. La Madonnina è circondata da grandi illuminazioni circolari che la fanno risaltare ancora di più, come una vera protagonista.



Foto di Dattilo Valentina
Foto di Dattilo Valentina
Foto di Dattilo Valentina
È proprio sotto questo “carnevale” di luci che si svolge la fiera. Una fiera che prende buona parte del corso. C’è così tanta gente che a volte è difficile persino farsi largo, ma ne vale la pena. Ci sono prodotti tipici, bancarelle con bigiotteria, statue etniche marocchine, borse, scarpe, giochi, palloncini che attirano sempre gli sguardi incantati dei bambini, “ne voglio uno!” dicono, e battono i piedi se non accontentati. E poi ancora le “bancarelle dolci”, con le caramelle gommose, i croccanti di mandorle, arachidi, nocciole caramellati, zucchero filato bianco o colorato, i mostaccioli tipici. E soprattutto i paninari! Il profumo dei loro panini presto invade tutta la fiera e ben pochi resistono alla tentazione. Farcito come più si vuole, scegliendo tra porchetta, quella tipica che non manca mai sul loro banco e che di solito è un intero maiale, cotto e affettato al momento, salsiccia, wurstel e poi patatine, peperoni, cipolle e salse. E' "tradizione" anche quello. 


Foto di Dattilo Valentina
Foto di Dattilo Valentina
Foto di Dattilo Valentina
Ed è così per ben tre giorni consecutivi, fino a giorno 14 giugno quando nel pomeriggio si sentono dei botti: la statua del Santo sta uscendo dal Santuario ed è pronta per la processione che passerà per le vie della città. Sono da poco passate le 21:00 quando, ormai buio, la statua fa la sua “passeggiata” sul corso. Le persone che stanno passeggiando si fermano e si dispongono ai lati delle strade in modo da facilitare il passaggio della processione che ormai da ore cammina e prega con profonda fede. Ed eccola lì che finalmente vedo la statua. La trovo di una bellezza inspiegabile. La gente prega, applaude, canta, “evviva Sant’Antonio!”.


Foto di Dattilo Valentina

Foto di Dattilo Valentina
Quando la statua raggiunge di nuovo il santuario cominciano i fuochi d’artificio che sembrano ogni anno più belli ed io ho il privilegio di vederli dall’alto, quasi come se mi venissero addosso. Una magia.


Foto di Dattilo Valentina

La stessa cosa accade per la fiera dei SS. Pietro e Paolo, ma questa volta sono loro a farla da padrone. La fiera, le lunghe passeggiate tra la folla, le bancherelle, gli oggetti, gli odori, le luci. Tutto è uguale, non per niente parlo di un intero mese all'insegna della festa. 


Foto di Dattilo Valentina
Questa volta si arriva di fronte alla nostra Cattedrale, la folla è già radunata e la banda è pronta a suonare e capisco che tra poco le statue dei due Santi usciranno dalla chiesa per la loro processione.


Foto di Dattilo Valentina

Foto di Dattilo Valentina
Anche Loro come Sant'Antonio passano, naturalmente, dal corso ed anche al loro ritorno in cattedrale ci saranno i fuochi d'artificio.


Foto di Dattilo Valentina
Quando stanno per cominciare si capisce. Eccole lì tutte quelle persone, di qualsiasi età, con il naso all'insù in attesa. Cominciano. Questa volta la mia prospettiva è diversa ed i fuochi fanno da sfondo al Teatro Umberto.


Foto di Dattilo Valentina
Una volta finiti,tra gli "oooh" generali, si continua a passeggiare. E' il 29 giugno e il giorno dopo della fiera e di queste feste non rimarrà traccia. Come se fossero già un ricordo fugace che a fine estate sarà già un po' sbiadito.


Foto di Dattilo Valentina

Dattilo Valentina

domenica 18 maggio 2014

Show cooking di Andrea Mainardi e Notte dei Musei... Cucina e cultura a Lamezia

Un sabato 17 Maggio ricco di iniziative e di tanta gente quello di Lamezia Terme. Certamente uno di quei sabati che ricordano che la bella stagione è alle porte e che le persone finalmente escono da un letargo durato fin troppo a causa del forte mal tempo che ci ha colpiti negli ultimi tempi. Un bel pomeriggio che in qualche modo mi riporta all’atmosfera che presto tutti sentiremo in occasione della fiera di Sant’Antonio. Ma questa è un’altra storia!

Ieri lo chef Andrea Mainardi, ospite con un proprio spazio nella trasmissione di Rai Uno  “La prova del cuoco”, è stato il protagonista di uno spettacolo culinario intorno alle 18:30 nella bella cornice del chiostro San Domenico ormai sede di moltissime iniziative riguardanti la città. Un evento promosso dalla Fondazione Mediterranea Terina che s’inserisce nel progetto europeo “Food@Life”, che la Fondazione stessa sta realizzando come “strumento di concreto supporto al sistema agroalimentare calabrese”. Della Fondazione Mediterranea Terina onlus bisogna dire che nasce nel 2007 in seguito alla trasformazione avvenuta, con legge regionale n°9 del 11 maggio della 2007, del Centro di Ricerca Agroalimentare della Calabria. Ubicata al centro della Calabria presso l’area ex-SIR di Lamezia Terme, con i suoi 40 ettari di aree esterne e i suoi 40 mila metri quadrati di superficie coperta in cui sono collocati laboratori di ricerca, la più grande area convegni presente sul territorio, la Fondazione Mediterranea Terina si presenta come una delle strutture più all’avanguardia della Regione e non solo. È oggi un polo d’eccellenza dedicato all’integrazione tra il sistema della ricerca e della conoscenza, attraverso un network di relazioni con le Università italiane e straniere il mondo delle imprese.

Foto di Dattilo Valentina
L’evento è stato introdotto da Pasqualino Scaramuzzino, Commissario Straordinario della Fondazione e presentato da Raffaele Gaetano.

Foto di Dattilo Valentina
Lo stesso chef Mainardi si è intrattenuto brevemente con Gaetano rispondendo ad alcune domande e parlando del suo ristorante. Un modo innovativo per comunicare al grande pubblico come la ricerca e l’innovazione sono parte integrante e fondamentale della vita, della quotidianità, oltre a far capire ai giovani che la passione e la determinazione possono portare grandi cose. Un messaggio molto importante per i giovani lametini che hanno intenzione di intraprendere questa strada ma, a mio avviso, anche un monito per tutti noi.

Foto di Dattilo Valentina

Foto di Dattilo Valentina
Per esibirsi nel suo show cooking ha utilizzato prodotti alimentari calabresi, di qualità e garantiti dai Laboratori della Fondazione Terina. Due piatti della tradizione completamente rivisitati e cucinati al momento dallo chef che intervallava le proprie tecniche culinarie con delle esilaranti e spontanee battute.Come dice la parola stessa, un grande show che ha saputo coniugare cucina, prodotti nostrani e divertimento. A conclusione dell’evento grandi applausi per il nostro ospite speciale e poi una degustazione con i prodotti certificati dalla “Terina” e preparata dagli studenti dell’istituto alberghiero.

Foto di Dattilo Valentina

Foto di Dattilo Valentina

Foto di Dattilo Valentina

Ma non finisce qui. Lo show è coinciso anche con un altro grande evento che però riguarda l’intero paese e non solo. “La Notte dei Musei”. Non il titolo dell’ennesimo film, ma l’evento europeo promosso dal MIBAC (Ministero per i Beni e le Attività Culturali)  che apre gratuitamente le porte di musei in orario serale e notturno. Per l’occasione l’Amministrazione comunale, in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Archeologici della Calabria e l'Associazione Archeologica Lametina,  ha aderito per il quarto anno consecutivo all’evento, quindi anche il nostro Museo Archeologico è rimasto aperto dalle ore 20:00 alle ore 24:00. Come non approfittarne!

Foto di Dattilo Valentina

Foto di Dattilo Valentina
Il tutto è iniziato con le visite guidate a cura dell'Associazione Archeologica Lametina per poi proseguire alle 22:30 con l’esibizione musicale del trio composto da Francesco Scaramuzzino al pianoforte, un giovane musicista lametino diplomato in pianoforte, clavicembalo e jazz, che ha suonato insieme ai più importanti musicisti del panorama jazzistico italiano ed internazionale, Luciano Cimino alla tromba e Giorgio Caporale alla chitarra. Un’esibizione che ha reso ancora più speciale la bella atmosfera del museo, accompagnando la mia visita e quella di molte altre persone che hanno colto l’occasione per vedere importanti reperti.

Foto di Dattilo Valentina

Foto di Dattilo Valentina

Foto di Dattilo Valentina
Un sabato ricco, pieno, che fa ben sperare e che contribuisce alla rinascita e all’arricchimento, soprattutto culturale, della città.

Dattilo Valentina 

giovedì 8 maggio 2014

Costabile Pop Contest 2 - Una dedica a Franco Costabile

Ancora una volta si parla di un poeta che ci ha ispirate, che ha dato vita al titolo del blog o per meglio dire che ha dato vita all’intero blog che state leggendo e di cui pochi versi di una sua poesia racchiudono tanta storia e tanta Calabria. Ancora una volta Franco Costabile.


A straordinaria richiesta,  dopo il successo della prima edizione che ha visto la presenza di musicisti, attori, video maker e la partecipazione di  COLAPESCE (Premio Tenco miglior album 2012), ed il bis durante l'estate 2013 a Jacurso, nell'ambito dell'undicesima edizione di RICRII- Residenza teatrale Ligeia  Lamezia Terme , Scenari Visibili ha riproposto giorno 7 maggio alle ore 21.00, presso il Teatro Politeama di Lamezia Terme,  il Costabile Pop Contest 2, omaggio alla poetica di  Franco Costabile (Sambiase 1924 / Roma 1965) . Iniziativa che ha coinvolto molti giovani soprattutto intorno all’idea di "riscrivere" questa poetica o, come dice il logo della manifestazione: “una rielaborazione in musica delle poesie di Franco Costabile”. Rielaborazione ad opera delle indie-rock band del territorio allargato, aperto a tutte le riscritture. Insomma  una “rilettura in chiave contemporanea, un invito a guardarci intorno e a sviscerare la vera bellezza che a volte può scaturire da note discordanti e apparentemente tristi. Questa l'essenza del Costabile Pop Contest 2.”
Il 7 Maggio è stato anche una buona occasione per la raccolta firme per l'intitolazione del Teatro Politeama al poeta Franco Costabile. Un'idea lanciata da Scenari Visibili di concerto con altre associazioni del territorio e non, come l'Associazione Felice Mastroianni, Luogo della Memoria, Premio Franco Costabile.


La poesia di Costabile si potrebbe definire neorealista. Difficilmente troveremo tramonti languidi, come quelli da me descritti durante l’estate, o gabbiani plananti, foglie tenere, paesaggi mozzafiato abilmente infiocchettati in versi sdolcinati. È un mondo fatto soprattutto di contadini sempre più poveri, mafiosi, emigranti silenziosi, politici chiacchieroni e truffatori. Sono i temi del sud, della violenza, della povertà, dell`emigrazione, della fame. Immagini malinconiche, forti, insostenibili, drammatiche. La sua vita è segnata dal dramma umano, dalla sofferenza e dall’abbandono, dramma che si ritrova così nelle sue poesie. Ripudio, dunque, verso la sua terra, al punto di abbandonarla quando si sente ormai troppo stanco e che lo porterà al gesto estremo del suicidio. Molti ricordano, in merito a questo dramma, alcuni versi incisi sulla tomba del poeta dal fedele amico Giuseppe Ungaretti:

” Con questo cuore troppo cantastorie dicevi ponendo una rosa nel bicchiere e la rosa s’è spenta a poco a poco come il tuo cuore. Si è spento per cantare una storia tragica per sempre.”

Costabile racconta l’altra parte della Calabria, perché questa terra è anche questo. Un rapporto di amore e odio. Un rapporto che molti hanno ancora oggi con questo territorio di cui spesso emergono solo i difetti e di cui spesso si dimenticano i pregi. È il dramma del meridione. Ed è proprio in quest’ottica che troviamo la sua raccolta più bella “La rosa nel bicchiere”. Una poesia che davvero mi ha colpita nel profondo, una poesia che sento di dover riportare per intero e che tutti dovrebbero leggere ed apprezzare perché racconta di noi o meglio di un punto di vista più diretto e senza fronzoli che magari tendiamo a mettere da parte perché a volte può non essere piacevole, che mettiamo da parte per una visione da “mondo fatato”.

La rosa nel bicchiere
Un pastore
un organetto
il tuo cammino.
Calabria,
polvere e more.
Uova
di mattinata
il tuo canestro.
Calabria,
galline
sotto il letto.
Scialli neri
il tuo mattino
di emigranti.
Calabria,
pane e cipolla.
Lettera
dell'America
il tuo postino.
Calabria,
dollari nel bustino.
Luce
d'accetta
l'alba
dei tuoi boschi.
Calabria,
abbazia di abeti.
Una rissa
la tua fiera
Calabria,
d'uva rossa
e di coltelli.
Vendetta
il tuo onore.
Calabria
in penombra,
canne di fucili.
Vino
e quaglie,
la festa
ai tuoi padroni.
Calabria,
allegria
di borboni.
Carrette
alla marina
la tua estate.
Calabria,
capre sulla spiaggia.
Alluvioni
carabinieri,
i tuoi autunni.
Calabria,
bastione
di pazienza.
Un lamento
di lupi,
i tuoi inverni.
Calabria,
famigliola
al braciere.
Francesco di Paola
il tuo sole.
Calabria,
casa sempre aperta.
Un arancio
il tuo cuore,
succo d'aurora.
Calabria,
rosa nel bicchiere.

Foto di Dattilo Valentina

Dattilo Valentina

domenica 27 aprile 2014

INSIEME POSSIAMO

Stona un po’ con l’immagine in un certo senso poetica del blog ma mi sembra doveroso dire che si appresta ad essere una domenica 27 aprile storica quella della città di Lamezia Terme. Dopo i 150 anni del mio Liceo Classico c’è da festeggiare un altro importante compleanno: I novantacinque anni della Vigor Lamezia. Fu infatti nel 1919 che Carlo Pietro Baccari fondò l'Unione Sportiva Vigor Nicastro che iniziò l'attività locale nel 1920. Chiamata Vigor a simboleggiare l'incrollabile fede e speranza nel gioco del calcio dei giovani che la componevano con forza, vigore e coraggio, cambiò nome dopo la costituzione del comune di Lamezia Terme, in modo da rappresentare la nuova città. La prima divisa della Vigor era composta da una maglia bianca con una larga striscia verde sul petto e pantaloncini bianchi. Il bianco voleva sottolineare la massima lealtà che animava i giocatori, il verde stava a significare la speranza di far sempre meglio e conquistare vette sempre più alte. L'emblema della Vigor era formato dallo scudo in campo verde con la scritta Vigor in oro in una fascia bianca in alto e fascia tricolore in basso. La torre stilizzata che campeggia nel logo della Vigor Lamezia è il bastione di Malta, il quale, essendo un simbolo monumentale cittadino, si trova anche nello stemma comunale di Lamezia Terme.


Un vero e proprio evento che coincide con una importante partita giocata allo stadio Guido D’Ippolito e che coinvolge letteralmente l’intera città, tanti sono i balconi, le strade, i lampioni tappezzati ormai da giorni dai colori della squadra, Lamezia si è vestita di bianco e di verde come se fosse una festa patronale e si appresta a festeggiare come non mai. Anche chi non segue la squadra non può fare a meno di essere contagiato da tutto l’entusiasmo dei tantissimi tifosi. A tal proposito ammetto con un caro amico e tifoso della Vigor, Claudio, di non essere molto ferrata sull’importanza della partita, chiedo così a lui di spiegarmelo :” In 95 anni di storia la Vigor è arrivata massimo in serie C2. […] Dal prossimo anno ci sarà una storica riforma dei campionati: dopo circa 50 anni, la serie C2 scompare e ci sarà la cosiddetta Lega Pro Unica, ovvero la serie C unica. Ciò significa che l’ ordine, dal prossimo anno, sarà: serie A, serie B, serie C unica e poi iniziano i campionati non più professionistici ma dilettanti. Quest’ anno la vigor è in serie C2. Ora, per fare questa storica riforma, che fine faranno le attuali squadre di serie C2 visto che dal prossimo anno scompare? È stato deciso che metà delle squadre (cioè 9) verranno promosse nella lega pro unica e le altre 9 retrocedono tra i dilettanti. Le prime 8 vengono promosse direttamente, per stabilire la nona si fanno i play out tra le 4 squadre che vanno dal nono al dodicesimo posto e di queste una sola si salverà, le altre retrocedono. Ora la Vigor è ottava, se oggi vince e un'altra squadra che si chiama Tuttocuoio non vince, la Vigor sarà matematicamente ottava e quindi nella lega pro unica. Se invece qualcosa va storto, bisognerà aspettare l’ ultima giornata di campionato, domenica prossima. L’evento storico sta nel fatto che in 95 anni di storia la Vigor non è mai arrivata nella terza serie nazionale, sarebbe la prima volta che arriva così in alto.” Lo ringrazio e penso che per chi davvero ci crede sarà una giornata a metà tra ansia e gioia.

Ancora più importante è che calcio e pallavolo si sono unite sotto il segno della solidarietà e della beneficenza. Attraverso un comunicato stampa la Vigor Lamezia Calcio e LaFusion Volley Lamezia (ilsap Lamezia) hanno ribadito la loro presenza e il loro impegno nel prendere parte al Progetto di Solidarietà “INSIEME POSSIAMO” promosso dal Centro Commerciale Due Mari e dall’Associazione U.N.I.T.A.L.S.I. Di Lamezia Terme, con il patrocinio della Regione Calabria, la Provincia e Comune di Catanzaro, Comune di Lamezia Terme, Comuni dell’Unione Monte Contessa (Comune di Curinga, Maida, San Pietro a Maida, Cortale e Jacurso), Comune di Feroleto, Comune di Sersale e dell’Azienda ASP di Catanzaro.


L’obiettivo era quello di raccogliere 30 mila euro per dotare il reparto di Pediatria dell’Ospedale di Lamezia Terme di una sala di terapia semi-intensiva. Attraverso una serie di eventi è stata promossa una lotteria e con soli due euro si poteva comprare un biglietto ed avere così la possibilità di partecipare all’estrazione che si terrà il 13 settembre. Inoltre sono stati ben 100 i buoni shopping messi in palio dal Centro Commerciale Due Mari. In particolare il 25 aprile, dalle ore 17.00 la Società, la Squadra, la Scuola Calcio sono state presenti al Centro Commerciale per aiutare i volontari a vendere i biglietti, e intrattenere tutti coloro che molto gentilmente hanno voluto dare il loro contributo, in un "campo di calcio" allestito per l'occasione trascorrendo “qualche ora rigorosamente biancoverde”.


Inoltre dalle ore 18:00 alle ore 20:00 è stata trasmessa una diretta a livello regionale dagli studi televisivi di ST TELEVISION. Tanti sono stati gli ospiti:
Dr.ssa Simona Notarianni – Direttore Centro Commerciale Due Mari
Dr. Ernesto Saullo – Primario reparto pediatria ospedale Lamezia Terme
Dr. Luigi Benvenuto – Presidente Unitalsi
Vigor Lamezia Calcio – squadra e staff
ILSAP Pallavolo Maschile – squadra e staff
Yamamay Lamezia Volley – squadra e staff
Royal Team Lamezia calcio femminile – squadra e staff
LIPAMBIENTE CALABRIA nella persona di Antonio Arcieri insieme ai volontari della Protezione Civile
Marcello Francioso – Responsabile Radio Energy

Il 26 aprile, come una sorta di staffetta, è toccato alla Fusion Volley Lamezia aiutare, a partire dalle ore 17, i volontari e coinvolgere i visitatori nell’iniziativa offrendo biglietti e spiegando le motivazioni del progetto, regalando cartoline autografate, simulando scherzosamente azioni di gioco, regalando gadget e dando l’opportuna di scattarsi una foto con tutti coloro che avessero avuto voglia di dare il loro contributo comprando i biglietti della lotteria legata al progetto. Insomma  passare qualche ora “gialloblù”.


La squadra questa domenica è impegnata in trasferta nella partita con il Casandrino. Come per la Vigor anche questa è una partita importante, nel caso di vittoria schiacciante la squadra si porterebbe a casa la quattordicesima vittoria consecutiva e si troverebbe a soli 2 punti dalla prima in classifica Alessano, avrebbe così l’opportunità, nello scontro diretto, di giocarsi il primo o secondo posto sperando allo stesso tempo in un passo falso del Cosenza.
I nostri giocatori sono chiamati a dare il massimo e noi da “terra calabra” li sosterremo come sempre con il nostro tifo.


Società, squadre e soprattutto lametini uniti per vincere, e festeggiare, non solo le rispettive partite ma anche quella per i bambini, soddisfando tutte le aspettative e dimostrando ancora una volta che il loro, il nostro, è un grande cuore. In bocca al lupo!

A poche ore di distanza l'una dall'altra sono arrivati i risultati di entrambe le partire... entrambe le nostre squadre hanno portato a casa una vittoria. La Vigor Lamezia vince per 2 a 1, si aggiudica così la promozione in Lego Pro unica. Su internet già impazzano le varie notizie, un giornale online scrive:”Festa grande al fischio finale e invasione di campo con i supporter biancoverdi felici dopo tanti anni d'attesa. Caroselli in città con fuochi d'artificio e festa che proseguirà per tutta la notte.” L' Ilsap Lamezia dal canto suo si porta a casa ben 3 punti con una fantastica vittoria fuori casa, sofferta e combattuta ma che, come detto, ci porta a 2 punti dalla prima in classifica. Il passo falso del Cosenza non è arrivato ma che dire oggi Lamezia può festeggiare doppiamente ed essere doppiamente orgogliosa!

 Dattilo Valentina


domenica 20 aprile 2014

Volti - Francesco Caloiero

Aprile 2014.

Il blog si riempie con una rubrica in più: "Volti". Da tempo meditavo di realizzare questo progetto e ora sono contenta di aver abbastanza materiale per avviarlo.
"Volti" si apre con una breve e simpatica intervista a un mio compaesano, artigiano e artista; che con grande disponibilità e pazienza mi ha accolta nel suo "mondo", la sua piccola bottega situata nel centro storico di San Giovanni in Fiore.


"Fa freddo oggi...!" così commentiamo questa strana giornata di aprile io e mio fratello mentre stiamo recandoci presso il centro storico del nostro paese. "...mina gacciulle!" direbbe mia nonna. La luce è così avara che come un saluto, la gente incontrandosi riutilizza la solita "Eh! Si sono invertite le stagioni...!". Ricordo una simpatica storiella, in dialetto, raccontatami qualche giorno fa da mia madre:

Socra e Nora

-Bona venuta, norama, 'mpalazzu,
te via durare quantu a nive e marzu!
-Bona venuta, socrama jentiele,
te via durare quantu a nive a apriele!

[-Benvenuta, nuora mia, nel palazzo (in casa),
dovresti durare quanto la neve di marzo!
- Benvenuta, suocera mia, gentile,
dovresti durare quanto la neve ad aprile!]

La suocera dando il benvenuto alla nuora le augura di campare/di durare quanto la neve di marzo- che si scioglie velocemente. La nuora risponde, augurando alla suocera di durare quanto la neve di aprile che si scioglie prima di giungere a terra.

Insiste il vento e allunghiamo il passo lungo il lastronato in granito, e finalmente giungiamo di fronte alla bottega di Francesco Caloiero. 





Incorniciato da attrezzi e minuterie di ogni genere, disturbiamo Francesco, che intento ad incollare una guarnizione su quello che a prima vista sembra un carretto, ci incita ad indovinare: 
-"Secondo te cos'è questo?" 
-"Un carretto...?"
-"Sì, e magari c'è anche quell'uomo che vendeva gelati...!"




-"Chissa è 'na biga romana!". Me ne spiega la realizzazione, il suo è un lavoro di riciclaggio: il collare di una mucca, vecchie spille, pomelli, cordicelle, guarnizioni varie e "liste e ligna" da lui lavorate. 
Accetta di esser intervistato e inizia col dire: "La mia è un'arte povera"- come da insegna- sottolinea più volte che tutto quello realizza "...nasce dal nulla! Assemblo i pezzi e nasce qualcosa di nuovo...". Gentilmente mi invita a fare tutte le foto e le domande che voglio. 
Giocando con un vecchio stereo inserisce una nuova cassetta: "I Nomadi su finiti, jimu a Renato Zero..." - è sempre accompagnato dalla musica anni '60-'70 mentre lavora.


Mentre è intento a scegliere il pezzo 'giusto', con i miei occhi abbraccio la piccola bottega e nella mia mente improvviso nuove domande. Antico e moderno, locale e no, condividono lo stesso e stretto spazio...


Tra le diverse opere esposte non posso non notare la simpatica pacchiana-gioconda.




Il pigmenti li prepara da sé, di base utilizza lo smalto ad acqua lucido e con grande maestria riesce in poco tempo ad ottenere i colori che desidera. 
-"Come stavo dicendo la mia è un'arte povera, io utilizzo di tutto e di più... delle vecchie tegole..."- mi fa notare le tegole di cui va più orgoglioso.


Continua mostrandomi altri esempi del suo lavoro: "U viri chissu...? Era nu schienale e na secia..."


-"Lì invece ho utilizzato uno sportello da cucina..."- sul quale ha rappresento l'Abbazia florense, soggetto ripreso in altri lavori...



-“Chissa invece è na fetta di pietra e sona puru!"- mi racconta che una volta, per caso, urtandoci ha emesso un suono simile a quello delle campane, me ne dà una prova...





Tra gli oggetti strani appesi alle pareti vengo attirata da "Wanted dead or alive", domando a Francesco chi sia l'uomo vestito da capo indiano, ironizzando ma con un tono abbastanza serio, quasi da attore teatrale, impettito afferma: "Si chiamava 'mo vengo anch'io' ma in realtà non venne mai, anzi non si fece mai vedere perché era timido".


Divertito mi racconta di quando scattò questa fotografia e di come il fotografo, privo di talento, fece un fotomontaggio "arrangiato": "M'ha conciato da capo indiano... non era nemmeno un fotografo professionista perché non m'ha detto 'si tolga gli occhiali da sole' e meno male che il braccio era abbassato sennò si vedeva anche l'orologio..."

 Lo stereo suona suona Mi vendo di Renato Zero. Mi mostra delle conchiglie dipinte...


Proseguendo nell'intervista, domando chi da sempre è stato il suo pittore preferito e se abbia avuto un maestro, una guida che ha influenzato i suoi lavori, risponde dichiarando di essere autodidatta e  di  essere un grande amante della pittura di MattiaPreti, che definisce "volpone!": 
-"Un maestro ma nello stesso tempo era un volpone. Era bravissimo, nessuno lo mette in dubbio, ma era un furbacchione perché quando realizzava le sue opere lavorava con il fratello che era più bravo di lui. Quannu faciamu i quadri, un'opera, l'opera veniva realizza dal fratello, lui metteva l'ultimo tocco e se la firmava... come mai non viene mai citato il fratello?".

In un angolino nascosto, irrigidito, sta questo fantoccio mummificato, Francesco ironizza dicendomi: "Questo sarò io 20 anni dopo la mia morte..."



Tante sono anche le foto appese alle pareti e sugli scaffali...


Mostrandomi la differenza tra una foto e l'altra, tra famiglie e volti diversi mi racconta com'erano difficili quei tempi lì, come tra familiari si ci voleva bene e come la generosità e la creatività abitassero presso le famiglie più povere.

In una di queste foto c'è anche lui da piccolo che insieme ai suoi fratelli giocava vicino "allu manganu" (l'antenato del moderno girello per bambini). 
-"Secondo te 'u più biellu chi è?! Secondo te 'u più biellu chi è?! La pacchiana in fondo è zia Maria, zia Maria a santara... io sono chillu più pieno"

Francesco è il primo partendo da destra. 


-"Questo maiale sembra un bue!" afferma descrivendo la foto appesa alla parete sopra lo stereo e continua raccontando che il padrone dell'animale, non uccidendolo, ha voluto preservarne la razza:  "...è morto di vecchiaia, e solo dopo se lo sono mangiato!"


Altra bizzarria è la testa di cavallo, grazie alla quale vinse una scommessa: doveva realizzare la testa in terracotta in 4 minuti; ora è in bella mostra nella sua bottega, e non solo testimonia la sua bravura ma anche la rapidità e la vivacità nell'eseguire anche le più piccole opere. 




L'era del cinghiale bianco di Franco Battiato e dei minuti miagolii: entra Jessy, un nome troppo dolce per un gattone della sua stazza, Francesco lo accarezza un po' assecondandone la voglia di coccole e ritorna a lavorare. Jessy, e non vuol andar via e sdraiato continua a rotolarsi per terra.


"Mezzogiorno, è ora di andare a mangiare...", mio fratello ha fame, insiste... mi vedo costretta a terminare l'intervista. Francesco vorrebbe farmi vedere qualche sua altra opera e qualche suo altro "reperto" ma il tempo stringe come lo stomaco all'ora di pranzo. Ci congediamo con la promessa di andare a trovarlo altre volte, magari "con più calma", si dice sempre così... ringrazio Francesco e ritornando a casa ripenso alla sua genuina schiettezza, e a come la positività e l'umiltà siano i "colori" migliori per affrontare il  rapporto che si ha con l'arte e la vita in generale. 




                                                     
   Maria Claudia Leone